Il modellismo ferroviario è davvero morto?
Ciao a tutti. Avrete visto di recente molti video su questo argomento, in molti mi hanno chiesto di dare anche il mio punto di vista. Premetto: sono partiti da persone che hanno, hanno avuto, attività legate al modellismo, di certo conoscono l’ambiente, la situazione molto meglio di un appassionato che ha condiviso la costruzione del proprio plastico
Nei video che ho visto si parla di negozi che chiudono, resta solo l’online. Ma questo non riguarda solo il modellismo… un negozio fisico, in questo momento, tra costi ed una pressione fiscale che come sottolineato da altri è molto alta, una realtà del genere rientra nei limiti del regime forfettario, in sostanza una piccola attività è difficile da portare avanti, e non può competere con gli sconti dell’e-commerce. Inutile girarci intorno: i prezzi dei modelli sono il primo limite che porta molti neofiti a non iniziare nemmeno, specie in un momento in cui la vita è molto cara e poco resta per il superfluo, il voluttuario. Se qualche azienda facesse modelli in scala corretta, comunque reali, meno dettagliati ma a prezzi contenuti, credo aiuterebbe.
Chi mi ha preceduto ha già detto tutto, o quasi, ma desidero aggiungere tre punti
Primo Punto: culturale
In Italia manca, o quanto meno è in caduta, la cultura in generale e nello specifico ferroviaria. Dipende dalle singole persone, ma in linea di massima dire che manca una base storico culturale non è soltanto una cattiveria od una critica
Siamo onesti: quando parliamo a qualcuno del nostro hobby di solito si mette a ridere, siamo considerati quasi dei deviati sociali poiché guardare 10 ore di tv, seguire il calcio, il gossip è normale, muovere le mani con i modellini No.
Ci sono forti pregiudizi per chi va contro tendenza:
- Leggi molto? Sei un associale
- Ti piace la storia? Sei vecchio
- Ascolti musica Metal? Hai seri problemi
- Sei appassionato di modellismo? Non sei cresciuto
È una forma di chiusura mentale, quasi assente in altri paesi ‘di lingua tedesca, ma anche dell’est’ dove anche ragazzi giovani, persino ragazze, sono curiosi quando parli di modellismo, o di storia, sono coinvolti, pongono domande, lo considerano normale, e parlo per esperienza personale. La colpa è dei giovani? No, è di chi ha tramesso idee sbagliate e non ha permesso sviluppino manualità e creatività.
Secondo punto: socio economico
Quest’hobby ha avuto la massima diffusione con la Lima. Oggi se un modello non ha il sound, se non vedi il colore degli occhi del macchinista non è modellismo, c’è una ricerca ossessiva della perfezione dimenticando il sogno. Io sostengo chiunque voglia realizzare un piccolo semplice plastico, anche con i modelli Lima, treni da due carrozze, meglio di niente, ma iniziate. Poi magari lo migliorerete. Voglio sottolineare che non siamo più negli anni 80, la stabilità economica per un giovane è una meta difficile. Quante persone a 30 anni possono affermare d’avere un lavoro stabile e sicuro? Pochi, di certo meno delle generazioni precedenti quando una fetta importante di popolazione sapeva, come Fantozzi, che avrebbe lavorato nella stessa azienda sino alla pensione. Oggi pochi hanno questa stabilità, sanno che possono esser licenziati domani. Neanche io ho mai avuto grosse certezze, infatti ho cercato di affrontare risparmiando dove possibile, ho optato per vecchie carrozze lima, ho rinunciato ad altro. Mi sono imposto un budget massimo, 40-50 euro al mese, meno di mezzo pacchetto di sigarette al giorno, è fattibile. I risultati non saranno immediati, arriveranno nel tempo, ma non lasciamo il plastico nel viale dei sogni infranti.
Terzo punto: la ferrovia oggi
Etr anche sui regionali, oramai persino sugli Intercity… quasi autobus su rotaia, e464 su praticamente qualunque altro tipo di convoglio, ma questo non è un problema, anche un rock in corsa esercita delle emozioni.
Il problema reale è il mondo ferrovia nel complesso: non c’è più la stessa atmosfera, si è impegnati più a guardarsi le spalle che i treni, sempre meno vita attorno alla ferrovia che una volta sembrava un alveare in continuo movimento, zero manovre, poco fascino, poca varietà, monotonia assoluta, ora anche le e402b vanno alla demolizione.
Voi riprodurreste una cosa simile? Infatti molti giovani modellisti si ispirano al primo xmpr, addirittura epoche precedenti, quando non scappano nel fantasy, e come biasimarli.
In conclusione
Il modellismo è quindi finito? Non credo, ma costi proibitivi, instabilità, un mondo ferroviario che non ha più lo stesso fascino, preconcetti, l’idea errata che se non rasenta la perfezione non valga nulla, il mancato sostegno della cultura, della creatività nonché di un senso pratico sono i principali nemici. Ma ci sono tanti giovani, curiosi, determinati, che si avvicinano ai simulatori, ai trenini lego, che impazziscono quando vedono un modello e sognano un plastico, questo lascia ben sperare. Pertanto dobbiamo, ognuno nel suo, diffondere la cultura storico-ferroviaria, le abilità pratiche, la curiosità. Mi ripeto: magari con poco, magari in piccolo, magari con modelli meno dettagliati, magari nel fantasy… provate a realizzare qualcosa e soprattutto divertitevi!
Certo, ci sono molti ostacoli, tuttavia generare una base di nuovi appassionati, nel tempo darà i suoi frutti. Una parte i chi inizia con i vecchi modelli lima, gli start set, prima o poi acquisterà anche modelli più raffinati e dando nuova linfa ad un mercato che altrimenti, non ha un domani
